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Booklover - Tre Ombre, Cyril Pedrosa

April 19, 2018

 

"Voi pensate di scappare, in realtà vi state precipitando verso il vostro destino.”

 

Tre Ombre non è una graphic novel felice. 

Ciò nonostante, è un esempio a me molto caro di come si possa raccontare il tragico usando un pretesto avventuroso. 

La storia di un papà protettivo e del suo sgambettante e saltellante figlio

che si mettono in marcia per sfuggire a tre ombre.

L'ostinazione del padre che intuisce nella presenza incombente delle buie sagome la prospettiva dolorosa della perdita di suo figlio non si arrende: sarebbe contro la sua natura stessa di padre farlo. Ed è la proprio la sua ostinazione e la sua collera irrisolta e irrisolvibile nei confronti del destino che bussa senza nessun riguardo alla porta degli affetti, che ci legano a doppio filo con questo barbuto personaggio 

 

La scelta di un tema così difficile come quello della perdita di un figlio, raccontata attraverso la storia di un viaggio avventuroso, fa sì che non si possa non partecipare all’ostinazione del forte Louis, non condividerne la collera nei confronti del destino che bussa senza nessun riguardo alla porta, non partecipare con ingenuità alla scoperta terribile della crudeltà e della corruzione che dietro quella porta, al di là di quell’isola gentile, si cela.

È una pulsione profonda quella che si prova scorrendo le pagine

una dopo l'altra, in una situazione dicotomica di lettura

in cui si è divisi tra ciò che si spera e ciò che dovrà accadere.

Perché se le favole hanno sempre la loro fine felice, questa favola ha già scritto come dovrà finire: non viene mai data, se non per fugaci attimi l'illusione che possa esserci un modo di sfuggire all'ineluttabilità. Piuttosto, la fine felice che tutti possiamo apprezzare, è capire come sia impossibile capire, sfuggire e opporsi all'ineluttabile, eppure non smettere mai di lottare per cambiare il corso delle cose. 

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